Come si scrive una cena con delitto

Se dopo aver giocato alle cene con delitto raccolte in questo sito avrete il desiderio di scriverne una voi stessi potrebbero esservi d'aiuto questi piccoli consigli.

Quanti sono i partecipanti che volete invitare?
Se sapete già di avere in casa 10-12 persone vi consiglio comunque di iniziare con un intreccio che abbia 4 o 5 personaggi principali. Le altre figure verranno aggiunte a intreccio già costituito.
Quando io ho preso parte alla mia prima cena con delitto interpretando la signora mussoliniana che aiutava gli ebrei ad uscire dall'Italia, pensavo di avere un personaggio importante. In realtà l'organizzatrice mi ha raccontato che il mio personaggio era stato aggiunto solo alla fine quando il numero degli invitati era definitivo. Il personaggio principale era la guardia del Duce con la quale io ho interagito poco, ma non per questo ho avuto un ruolo passivo e poco divertente.

Il ruolo passivo. Questo è il pericolo di ogni cena con delitto. Se ne organizzate una in cui tutti sono ansiosi e contenti di parteciparvi sarebbe deludente per qualcuno dover interpretare un personaggio secondario della vicenda che ha pochi obiettivi da portare a termine.
Naturalmente vi accorgerete scrivendo qualche trama che non tutti i personaggi “riescono” allo stesso modo. Ci saranno quelli più attivi e quelli meno attivi. Se sapete che un partecipante non ha tanta voglia di impegnarsi oppure è più timido e non ha il coraggio di andare a fare tante domande in giro magari potete fare in modo che non gli sia affidato un personaggio importante.
Ma è fondamentale che tutti i personaggi abbiano degli obiettivi da portare a termine. All'interno di una storia c'è sicuramente il personaggio destinato a morire, ma costui non può essere in attesa esclusivamente delle mosse degli altri, deve avere anche lui degli obiettivi da portare a termine. E se riesce a farlo prima che qualcuno lo uccida tanto di guadagnato.

Un aspetto fondamentale per la riuscita di una cena con delitto è che se esiste un personaggio che nasconde un segreto, tale segreto deve essere conosciuto da un altro personaggio o comunque ci deve essere un documento o qualcosa di simile che permetta che il segreto esca allo scoperto. Perché se no si rischia che un elemento importante per tirare i cardini della vicenda non venga mai fuori.
Quando ho preso parte alla cena con delitto al ristorante, quella in cui ero spettatore e basta, erano stati dati degli indizi iniziali e tutti i partecipanti avevano fatto ipotesi in base agli indizi forniti all'inizio. I personaggi erano stati muniti di alibi e poi dopo un bel po' abbiamo scoperto, perché gli attori hanno cambiato versione, che questi alibi non erano veri.
Si trattava più che altro di una rappresentazione teatrale in cui gli attori erano bravissimi ma in cui il ruolo del pubblico non era attivo. Un pubblico succube di ciò che veniva detto senza possibilità che venissero confrontate le falsità.
Questo non avviene nelle cene con delitto intese come giochi di ruolo presentate in questo sito.

Ma proviamo a realizzare una cena con delitto insieme. Passo dopo passo.
Come prima cosa vi deve venire l'idea su un'ambientazione. Se tutti siete appassionati di medioevo immagino che vi verrà in mente un cavaliere, un popolano, una dama, un re...
Io ad esempio non sono una grande appassionata della storia medioevale e prediligo la storia contemporanea e la prima cena con delitto che ho realizzato è stata “Un party in onore di Margaret Thatcher”. Non sono certo un'esperta di storia inglese e non bisogna essere esperti di nulla per realizzare una cena con delitto, ma sicuramente bisogna essere curiosi e fantasiosi. E poi c'è internet che può sempre venire in aiuto.

Le vicende di una cena con delitto si svolgono in un unico luogo. E dove ambientare “Un party in onore di Margarte Thatcher?”
Potevo scegliere la sede del partito così come la casa del Primo Ministro, ma così facendo la logica presupponeva che la Lady di Ferro conoscesse o addirittura avesse rivolto lei gli inviti a tutti i partecipanti e ciò non era molto utile. Meglio se Margaret Thatcher fosse stata ospite in una casa privata dove potevano essere presenti personaggi che non aveva invitato lei e che lei non conosceva. Una fauna più vasta dunque, con la possibilità che all'evento principale si intrecciassero altri eventi. E dove c'era bisogno di un rappresentante delle forze dell'ordine.
Così pensai a una padrona di casa sostenitrice della Thatcher che aveva organizzato sì un party a sostegno del Primo Ministro ma che nel frattempo si doveva fare bellamente i suoi interessi. Se la padrona di casa non avesse avuto un interesse da portare avanti sarebbe stata spettatrice tutta la sera mentre così anche lei avrebbe interpretato un personaggio attivo con obiettivi da portare a termine.

Ma realizziamo una storia passo dopo passo. Proprio mentre scrivo questo capitolo sto pensando ad una cena con delitto da realizzare con i miei amici ("L'amore per l'arte" che trovate nella categoria Trame pronte per l'uso).
Non so perché ma l'idea che mi è balenata nella mente è quella di un mercante d'arte che possiede un quadro di ampio valore. Un quadro che è esposto in casa sua, luogo in cui sarà ambientata la storia.
Un mercante d'arte e un quadro, ok. E quale sarà l'intreccio? Bisogna farsi sempre delle domande per inventare una bella storia.
Cosa fanno i mercanti d'arte? Acquistano i quadri per venderli oppure li tengono a casa esposti. Una storia in cui un mercante d'arte invita gente a casa per vedere il quadro sarebbe stata statica. Il quadro, è vero, potrebbe venire rubato, ed è quello che inizialmente ho pensato, ma se questo dovesse essere la base della vicenda il personaggio del mercante sarebbe un po' passivo. Anche se avesse come obiettivo di proteggere il quadro. Perché poi dovrebbe invitare a casa sua gente che potrebbe rubargli il quadro? Anche questo sarebbe da spiegare.
Perché non fare in modo che sia lui stesso ad organizzare il furto? Magari per il fatto che ha problemi di soldi e ha bisogno di liquidità. Come ottenerla? Imbrogliando l'assicurazione. Ok, sa di deja vu. A me ricorda il libro “La morte paga doppio” da cui hanno tratto il film “La fiamma del peccato”, ma ci saranno anche altri esempi della letteratura e della cinematografia da citare. Però essere un personaggio che interpreta solo una parte e invece essere un personaggio che ha un obiettivo da portare a termine e riuscirci è ben altra cosa.
Gli altri personaggi della storia non dovranno necessariamente sapere che il mercante ha debiti e ha bisogno di avere liquidità. O meglio, non tutti gli altri personaggi devono sapere, ma qualcuno deve saperlo per forza per il fatto che, come ho detto prima, un segreto deve essere conosciuto almeno da un'altra persona. E chi potrebbe essere in questo caso la persona che “sa”?
Io ipotizzerei la moglie, complice degli affari del marito. Potrebbe essere lei in un momento in cui gli invitati stanno facendo altro a togliere il quadro dalla parete per far gridare poi al marito “al ladro, al ladro!”.
Il tutto quindi per avere i soldi dell'assicurazione.
Naturalmente l'assicuratore potrebbe essere uno degli invitati alla serata. Perché è un po' l'antagonista del mercante d'arte.
Se il mercante d'arte deve portare a termine un obiettivo c'è qualcuno che ha un vantaggio se l'obiettivo non viene portato a termine.
L'assicuratore, dato che deve fare gli interessi della società per cui lavora, deve conoscere le condizioni critiche del suo cliente/antagonista. Quindi necessariamente deve sapere che il mercante si trova in difficoltà economica. Ma non può stare attaccato al suo cliente tutta la sera.
Ho pensato quindi a questa soluzione: l'assicuratore non si fida, teme che in un modo o nell'altro il suo cliente lo voglia fregare e allora ingaggia un poliziotto che tenga sotto controllo il padrone di casa. Naturalmente non può essere lì presente la polizia ma le società di catering assumono personale interinale e un poliziotto lo si può fare infiltrare. E le figure del cameriere, del maggiordomo etc sono sempre un topos dei Gialli.
Un'altra ipotesi che avevo fatto era che l'assicuratore venisse a scoprire che il mercante era in difficoltà economica solo alla festa perché magari qualcuno glielo rivelava o lo captava ascoltando una conversazione tra invitati.
In questo caso chi faceva questa conversazione voleva che qualcun altro venisse a sapere. Non capita nelle cene con delitto che due personaggi che vogliono mantenere discreta una notizia la facciano sentire erroneamente ad un'altra persona. Quando si fa un'ipotesi su una parte dell'intreccio bisogna sempre pensare alle conseguenze che tale scelta può comportare.
Comunque tiriamo le somme ora.
C'è un mercante d'arte con un quadro da fare sparire, c'è una moglie complice. C'è un assicuratore che ha dubbi sul suo cliente. C'è un cameriere poliziotto che è stato messo lì dall'assicuratore.
Il poliziotto generalmente dovrà fare anche altre attività alla cena con delitto. Perché quando si verifica un reato è lui il primo a dover intervenire, lasciando perdere la sua copertura.
Dunque il primo obiettivo dell'assicurato è quello di far togliere il quadro dalla parete e nasconderlo. In questo modo parte il furto. Il secondo obiettivo è quello di ottenere i soldi dall'assicuratore.
Nel mondo reale i soldi per un furto di un oggetto assicurato arrivano dopo molta attesa, ci sono carte da compilare, esperti che visionano le carte, insomma la procedura è lunga. In una cena con delitto che si sviluppa in due o tre ore c'è bisogno di un po' di sospensione del vero.
Il mercante d'arte raggiunge i suoi due obiettivi se ha in mano anche l'assegno o, forse meglio, il contratto in cui c'è la formula che promette il pagamento.
Per quanto riguarda la moglie. Abbiamo detto che è complice del marito. E' a lei che facciamo togliere il quadro dalla parete in modo che poi la scoperta venga fatta quando tutti i personaggi sono insieme o comunque quando nella sala del quadro arriva il mercante.
Oltre a togliere il quadro la moglie del mercante deve anche aiutare il marito nella recita con l'assicuratore. Però la donna non deve essere un personaggio dipendente esclusivamente dal marito, perché risulterebbe un personaggio passivo. La donna deve avere anche degli obiettivi personali.

Chi l'ha detto che il rapporto coniugale sia tutto rose e fiori? Potremmo introdurre la figura di un amante, anch'esso personaggio della cena con delitto.
Ma chi può essere quest'uomo? E perché è presente ad una cena privata proprio nella casa del suo “rivale”? (Farsi sempre delle domande)
L'amante potrebbe essere un altro appassionato d'arte. Ma se il marito è un'appassionato dei soldi, uno che ama più che altro la compravendita, l'amante può avere un reale interesse per l'arte e può desiderare il quadro in questione perché è un vero collezionista. Anche lui vuole il quadro ma lui lo desidera per conservarlo nella sua collezione privata ed è d'accordo con la moglie del mercante, che è succube di lui.
Se la donna fa quindi il doppio gioco quali potrebbero essere le sue azioni?
Stiamo parlando di una donna che vuole accontentare tutte e due i suoi uomini. Di una persona che vuole dare un vantaggio all'uomo con cui è sposata facendogli avere i soldi dell'assicurazione, ma nello stesso tempo è succube dell'amante che vuole il quadro e che ha preparato una copia dello stesso affinché avvenga una sostituzione. Questo è un modo per rubare il quadro senza che subito gli invitati e il proprietario soprattutto se ne accorgano.
Marito e amante vogliono entrambi far sparire il quadro ma per due obiettivi diversi e la moglie è in accordo con ambedue.
La moglie fa sparire il quadro e prima di agire avvisa l'amante per permettergli di mettere la copia che lui ha preparato.
Quindi, di fatto, non ci sarà una vera e propria scoperta del furto ma una scoperta che il quadro alla parete è un falso!
Quindi prima tutti i partecipanti vedranno l'originale e poi “qualcuno” prima di altri si renderà conto che appesa alla parete c'è una copia.
Quindi l'organizzatore nella fase preparatoria deve preparare due quadri (si potrebbe fare un disegno amatoriale oppure prendere un'immagine da internet) in cui ci sia un piccolo particolare che rende un quadro differente dall'altro. Un particolare di cui non tutti devono rendersene conto ma solo qualcuno.
Il marito, si suppone, chiederà alla moglie perché mai il quadro è ancora appeso se lei gli ha detto che l'aveva tolto. Lei gli confermerà che l'ha tolto. Il marito lo osserverà bene e qua il giocatore dovrà accorgersi del falso e capire che non è il suo quadro. Ma soprattutto c'è una persona che più di altri potrà capire se è vero oppure no. Ed è il pittore stesso, perché l'ha dipinto lui.
Ho pensato che anche costui possa essere presente alla festa. Ma perché dovrebbe esserci? Ha venduto il suo quadro al mercante, si è preso un po' di soldi e ora dovrebbe continuare a fare la sua vita artistica indipendentemente dalla vendita di un suo quadro.
Ci può essere stato qualcosa nella compravendita che non è stato lineare e il pittore vuole prendersi una sorta di rivincita ma questo vuol dire che lui non è stato invitato e che si è intrufolato nella casa sotto falsa identità. Bisogna che sia lì travestito perché non deve essere riconosciuto (anche perché il mercante non l'ha invitato. Che motivo avrebbe avuto?). E poi bisognerebbe capire il motivo di questa sua iniziativa.
Magari il pittore può pensare di essere stato pagato poco per il reale valore del quadro. E quindi? Va in una festa privata, travestito, per farsi dare il resto? Poco credibile. Ci può stare che il mercante filibustiere l'abbia pagato poco rispetto al valore del quadro, ma il pittore non ha alcun titolo per chiedere un aumento. A meno che, prima ipotesi, il mercante non l'abbia pagato o a meno che non sia lui una personalità un po' strana, paranoica, che vede inganni da ogni parte o che nasconda lui stesso qualcosa che non gli permette di fare tutto alla luce del sole.
Un'ipotesi del mercante ladro o imbroglione mi era balenata in mente ma era poco gestibile a mio avviso. Un mercante che ruba un quadro? E poi come fa a giustificare di averlo in possesso tanto da esporlo nel salotto di casa?
Una sorta di truffa invece? Un pittore fregato sul prezzo? Gli fanno credere che il quadro vale poco quando in realtà vale molto di più? Beh potrebbe essere un'ipotesi interessante ma secondo me la figura del pittore un po' tonto che vende a poco prezzo per poi pentirsene è poco pregnante.
E così mi è venuto in mente che spesso il valore di un'opera cresce alla scomparsa dell'autore. In questo caso l'autore non è morto ma è sparito dalla circolazione. Una sparizione di cui non se ne conoscono i motivi ma che permette di creare un'aurea di mistero che accresce il valore delle sue opere. Ma perché sparito? Perché non riusciva a resistere al successo, aveva ipotetici sensi di colpa, si sentiva fuori luogo? Pensando ai sensi di colpa ho ipotizzato l'idea che lui non fosse un vero pittore, che i quadri non li aveva dipinti lui e che lui era solo un prestanome. Oppure, meglio ancora, un approfittatore, un imbroglione, uno che ha sfruttato opere non sue.
Di chi? Della fidanzata ad esempio. E chi poteva essere questa fidanzata? La figlia del mercante d'arte. In questo modo è giustificata anche la presenza della ragazza all'interno della casa la serata della festa. E può nascere un altro filone all'interno della cena con delitto. L'odio parentale. Una ragazza che dipinge e di cui i genitori, troppo impegnati a fare affari, non si accorgono del talento.
Indi da una parte un ragazzo che si approfitta della ragazza, che sfrutta i quadri che quella gli ha regalato, per venderli. Probabilmente ha tentato di piazzarli da qualche rigattiere e da lì qualcuno li ha visti e ne ha creato un evento. Lui ne aveva altri, regalatigli sempre dalla fidanzata, ed è uscito allo scoperto ma poi l'eccessiva fama e i sensi di colpa lo hanno spinto a sparire.
Ma dato che stiamo parlando di un imbroglione, comunque squattrinato, il suo desiderio è di guadagnare ancora e quindi si presenta a casa del mercante d'arte sotto falsa identità chiedendo ulteriori soldi con la minaccia che se lui torna in circolazione e quindi riprende a dipingere diminuirebbe il valore delle opere in circolazione. Nello stesso momento, secondo obiettivo della serata, il falso pittore vuole chiedere scusa alla ex fidanzata. In ogni caso deve fare in modo che né la ex fidanzata né il mercante rivelino alla festa la sua vera identità. La fidanzata di fatto vuole che siano i genitori a capire a chi appartiene il talento. Il mercante deve favorire l'ulteriore sparizione del pittore perché non vuol che torni in circolazione.
Il pittore deve trovare una scusa e un travestimento per presentarsi alla festa. Ma se il pittore dovesse rivelarsi è necessario che gli altri partecipanti sappiano quale sia il reale volto del pittore. Cioè al momento della rivelazione gli altri personaggi devono capire che lui è stato travestito per tutta la serata.
E come si può fare ciò? Magari si può creare un finto articolo di giornale in cui si descrive l'acquisto dell'opera da parte del mercante con anche la foto del pittore. Il pittore può avere in tasca la medesima foto con le note dell'organizzatore che dicono: “questo è il vero volto del personaggio che possiede questa foto”
Il pittore dovrebbe trovare una motivazione per essere alla festa e soprattutto un invito. Inizialmente avevo pensato di presentarlo come un giornalista, ma non si capiva perché solo un giornalista avrebbe potuto avere l'accredito e poi il mercante non sarebbe contento di avere giornalisti intorno visto quello che vuole fare.
A qual punto ho pensato a una raccomandazione. Chi può avere una raccomandazione per entrare nella casa del mercante? Magari un politico. Ma vista l'età giovanile del pittore era meglio un figlio di un politico, uno non molto conosciuto, un sottosegretario ad esempio. Magari il figlio del sottosegretario alla cultura che riesce ad ottenere l'invito perché così il mercante pensa che il padre potrà essergli utile un giorno.
Abbiamo detto che i dipinti sono stati creati dalla ragazza, figlia del mercante. E i genitori che vivono in casa con lei non si sono mai accorti del suo talento. La ragazza verso di essi deve provare un profondo odio. Sentimenti che prova anche verso il suo ex ragazzo che si è approfittato di lei. La prima idea che mi è venuta in mente sulle azioni della ragazza durante la cena con delitto è quella di voler uccidere i genitori che sono troppo interessati all'aspetto del guadagno e non hanno mai capito il suo talento. E questo può essere considerato un obiettivo della ragazza.
La quale però ha bisogno di avere un riconoscimento. La ragazza odia i genitori, esperti d'arte, che non hanno capito che le opere sono sue, ma non glielo rinfaccerà mai perché ritiene che siano loro a doversene accorgere. Nello stesso tempo però vorrebbe che l'imbroglione venisse scoperto. Quindi partendo dal presupposto che l'ex ragazzo è presente alla cena e dal fatto che lui è “sotto copertura” si potrebbe creare un personaggio che abbia il compito proprio di svelare l'imbroglione. Perché è vero che il pittore si rivela al mercante d'arte e alla figlia senza che questi lo debbano dire agli altri, ma sarebbe anche il caso che ci sia qualcuno che indaghi su di una figura scomparsa che tutti ritengono scomparsa e che ufficialmente non è presente alla festa.
E così ho pensato di introdurre nella storia la figura di Jessica Fletcher, la signora in giallo. La donna è presente in serata in quanto invitata da un partecipante (una figura di cui non ho ancora parlato, magari il master della cena) che conosce la famiglia ed è anch'esso un mecenate d'arte. Comunque qualcuno dell'ambiente.
In realtà è lei stessa che ha chiesto a questo suo amico di poter prendere parte alla serata. Dopo essere giunta a Milano per un viaggio di piacere, ha seguito sui giornali la vicenda del pittore scomparso e ha ricevuto una lettera anonima che le chiede di indagare e di trovarlo.
Lettera anonima che le è stata inviata dalla figlia del mercante che mai avrebbe pensato di trovarsi Jessica Fletcher a casa.
La signora in giallo quindi avrà come obiettivo di scoprire il pittore falso e di scoprire chi le ha inviato quella lettera. Dunque in questo caso diviene logico il fatto che le due persone si nascondano tra i partecipanti alla cena. E Jessica Fletcher deve individuarli.
L'accompagnatore della signora in giallo può essere il master della cena con delitto, un amico del mercante d'arte e della stessa sig.ra Fletcher che sapendo che il primo possedeva quel famoso quadro lo ha spinto ad organizzare una festa per mostrare l'opera agli amici appassionati d'arte.
Da queste ipotesi fatte potrebbe nascere la cena (anzi è nata) la cena con delitto intitotala "L'amore per l'arte".

 


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