Dove e come organizzare una cena con delitto
Home sweet home. Casa dolce casa. E' questo il luogo ideale in cui organizzare una cena con delitto.
Un partecipante mette a disposizione la propria abitazione e tutto può cominciare. L'edificio naturalmente non deve essere un monolocale ma una casa con più stanze, tutte possibilmente accessibili. Nessuno chiede ad un padrone di casa di entrare nella sua stanza da letto, ma non si può nemmeno stare tutto il tempo rinchiusi in soggiorno, perché in tal caso si impedisce ai personaggi di interagire tra di loro e di portare a termine i propri obiettivi.
L'ideale, come avevo scritto nel capitolo precedente, sarebbe organizzare una cena (o un pranzo o un aperitivo) a buffet in cui tutti possano interloquire con gli altri personaggi della storia sia in pubblico (in modo che tutti sentano) che in privato.
Ma se si organizza una cena in cui si mangia un primo piatto seduti a tavola e poi, prima della seconda portata, c'è la possibilità di alzarsi e chiacchierare con gli altri, senza che si stia tutto in tempo in gruppo, va bene uguale.
Se c'è bel tempo e la casa è munita di giardino si può sfruttare anche questa location, soprattutto se i partecipanti sono numerosi.
La cena con delitto intitolata "Il cacciatore di nazisti" (la trovate nella categoria Trame pronte per l'uso) è ambientata in Argentina, in una zona di confine con altri stati. Se la organizzerete in una casa con giardino si potrebbe stabilire, all'interno del giardino stesso, un confine oltrepassato il quale si è “all'estero”. Non ci sarà bisogno di tirare corde o disegnare segnali per terra, basta trovare un oggetto del giardino (un vaso, un albero, un fiore o qualsiasi altra cosa) e pensare con un po' di immaginazione che al di là di quello finisce il territorio argentino.
Se si dovesse invece organizzare all'interno di un'abitazione non ci saranno comunque problemi, basta considerare una stanza della casa come “località estera” ed in questo modo chi vi accede avrà oltrepassato i confini dell'Argentina.
Il numero ideale di partecipanti va dalle 7 alle 12-13 unità. Più sono, più la storia è complessa, ma bisogna anche evitare che troppi partecipanti rendano difficoltoso all'organizzatore tenere le fila di tutta la vicenda.
Se una storia è complessa ciascun partecipante è a conoscenza solo di una parte della vicenda e a fine serata, quando tutti racconteranno quali erano gli obiettivi da portare a termine, si scopriranno aspetti della storia che per molti erano oscuri.
Ad esempio nella mia prima cena con delitto, quella in cui interpretavo la sorella del ministro mussoliniano, non sapevo che mia cognata fosse rimasta incinta di un imprenditore di salumi sposato ad una donna ebrea, né che mio fratello voleva procurarsi dei lasciapassare per abbandonare l'Italia insieme alla moglie, temendo la fine della Repubblica di Salò, e non ero a conoscenza di tante altre cose ancora.
Più sono le persone che prendono parte al gioco, più la vicenda è intricata e più ci saranno scoperte inaspettate nel corso e alla fine della cena.

Una caratteristica che i partecipanti devono avere è l'entusiasmo nei confronti dell'iniziativa. Questo è necessario alla buona riuscita di una cena con delitto.
Se iniziano a dire: “io le lasagne le devo mangiare seduto perché sono in piedi tutto il giorno” (quando voi magari avete pensato a un buffet), se stanno con lo sguardo fisso al televisore perché magari c'è un programma che a loro interessa, beh, forse bisogna valutare se sia il caso di invitarli.
Si potrebbe affidare loro una parte minore, come si potrebbe evitare di organizzare una cena con delitto se c'è una finale di Champion League e tifosi tra gli invitati.

L'amica che organizzò la prima cena con delitto a cui presi parte disse, a inizio serata, una cosa molto intelligente che ancora ricordo: “questo gioco – spiegò – può durare due minuti come due ore. Se vi annoiate lo chiudiamo subito, se vi divertite, diamoci un tempo massimo” (in quell'occasione dovevamo concludere entro mezzanotte perché dovevamo fare il brindisi)
Tutte le cene con delitto qui presentate durano qualche ora, una sola di esse era stata scritta pensando ad un week end, “Il vampiro e la vergine”. Leggendola scoprirete che il vampiro deve succhiare il sangue della giovane Clarissa durante la notte, ma in realtà c'è un escamotage che permette che il tutto si possa svolgere anche in una sola serata.
Una volta che è stata trovata l'ambientazione e gli invitati, l'organizzatore ha solo bisogno di carta e penna o computer, stampante e forbici. Non serve molto altro.
Le cene con delitto riportate in questo volume hanno una scheda personaggio per pagina. Basta stampare le schede in formato pdf e distribuirle, dopo aver prima tagliato le parti che indicano gli oggetti posseduti.
L'ideale in realtà sarebbe sempre far “pescare” il fogliettino del personaggio a ciascun partecipante ma se sapete che nel gruppo c'è qualcuno che avrà meno entusiasmo degli altri potete fare in modo che non abbia un personaggio che deve indagare o che ha obiettivi difficili da portare a termine.
Terminata la distribuzione l'organizzatore chiama ciascun personaggio e gli fornisce l'oggetto che questi deve possedere (possono essere anche più di uno). Oggetti che sono indicati alla fine della scheda personaggio.

A volte vi capiterà di avere come ospiti più uomini rispetto ai personaggi maschili della vicenda, e viceversa. Nessun problema, basta cambiare il nome e qualche aggettivo riportati sulla scheda e tutto può procedere.
Nella cena con delitto intitolata “Un parti in onore di Margaret Thatcher” c'è un personaggio femminile chiamato Dana Johnson, una docente universitaria. Ma che si chiami Dana oppure David non cambia nulla. Quel personaggio può essere interpretato anche da un uomo e la storia non ne risentirà.
Nella cena con delitto intitolata “Il Vampiro e la Vergine” il personaggio di Monsignor Felicella dovrebbe essere interpretato da un uomo. Quando io l'ho organizzata però i miei amici maschi avevano già tutti un personaggio da interpretare e quella scheda è stata data a una ragazza che si è divertita comunque tantissimo nell'interpretare un prelato.
L'organizzatore, una volta che è stata scelta la location e gli invitati, deve preparare il materiale per la serata: i fogli con le schede dei personaggi da far “pescare” o da distribuire agli invitati e i fogli con gli oggetti che alcuni posseggono. In alcuni casi l'organizzatore deve preparare con le proprie mani altri oggetti, ad esempio, contratti, assegni, documenti, lettere, eccetera. Ma darò delle informazioni più precise in tal senso all'interno dei capitoli dedicati a ciascuna cena con delitto.
Terminata la fase in cui vengono distribuite le parti l'organizzatore spiega in che epoca e in che luogo è ambientata la vicenda e fa presentare ciascun personaggio.
I personaggi quindi rivelano semplicemente il loro nome e, se necessario, la loro professione In sintesi quello che c'è scritto nella prima riga della scheda personaggio.
Poi parte il gioco. Compito dell'organizzatore è che non vengano commessi errori nelle presentazioni né durante il gioco.
Faccio un esempio concreto prendendo spunto da “Un party in onore di Margaret Thatcher”. Tra i personaggi c'è Mrs Alexandra Delia, una finta giornalista di gossip che in realtà è un'agente in borghese di Scotland Yard. La sua scheda personaggio dice chiaramente che se dovesse succedere qualche cosa agli invitati la sua reale identità deve essere rivelata in modo da prendere in mano le indagini.
Se si verifica un delitto e Mrs Alexandra Delia non esce allo scoperto è compito dell'organizzatore invitarla a farlo. L'organizzatore prende un attimo da parte il giocatore e glielo ricorda. Perché è vero che l'organizzatore è a tutti gli effetti un personaggio della cena con delitto ma è anche colui che tiene sotto controllo il gioco e che conosce di fatto tutti gli obiettivi dei diversi personaggi, quindi se vede che c'è qualcosa che non va e che impedisce che il gioco vada avanti correttamente può intervenire.
Gli stessi invitati, se hanno dei dubbi, possono prendere da parte l'organizzatore e chiedergli dei chiarimenti anche se la cena con delitto è già iniziata.
L'organizzatore se vede che non c'è molta interazione tra i personaggi, magari perché i partecipanti sono timidi, può intervenire e cercare di risollevare il dialogo.
Ne “Un parti in onore di Margaret Thatcher” l'organizzatore interpreta la stessa Lady di Ferro. Ricordo che quando la interpretai io feci un discorso iniziale per ringraziare la padrona di casa per il party organizzato, parlai con l'avvocato Elizabeth Gloover in quanto mia protetta per le prossime elezioni e le feci un elogio pubblico, andai anche in cucina dalla cameriera Stella e parlai anche a lei, vedendola là in disparte tutta sola, e così via. Insomma l'organizzatore cerca di dare degli spunti a degli invitati che magari, mai prima di quel momento, hanno preso parte a una cena con delitto, ma che sicuramente riusciranno a muoversi nella storia anche da soli.
 





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